I maratoneti dell’aria

I maratoneti dell’aria

La capacità di volare ha trasformato alcuni uccelli in grandi viaggiatori, che coprono migliaia di chilometri. Ogni anno moltissime specie compiono migrazioni, per superare condizioni ambientali avverse o per sfruttare una particolare abbondanza di cibo.

Le rondini delle nostre campagne (Hirundo rustica) arrivano da noi ad aprile, si riproducono e trascorrono l?estate a caccia di piccoli insetti volanti. Con la fine della buona stagione non trovano più cibo e quindi ripartono verso l?Africa Centromeridionale, alla ricerca di insetti e temperature più miti: percorrono circa 8-10.000 km (a seconda della località) nel giro di 3-4 settimane, volando a una media di circa 30 km/h per 10 ore al giorno.

In tutto il mondo uccelli come oche, anatre, pivieri e corrieri migrano lungo altre rotte con un volo potente e sostenuto. Se possono, sfruttano le correnti, evitano le montagne e si fermano ogni tanto a riposare, ma si spostano battendo le ali a circa 40-50 km/h: una prestazione da autentici maratoneti. Fuoriclasse come la sterna artica (Sterna paradisaea) sono più conosciuti: questo uccello marino si riproduce al Polo Nord e va a svernare al Polo Sud, percorrendo almeno 20 mila km per ogni viaggio.

Un?intera vita passata in volo sui mari, con una pausa solo per riprodursi: nessuno può fare di meglio. Alcuni uccelli non scendono quasi mai a terra: il rondone (Apus apus), che vola sulle nostre città in primavera e in estate, passa i primi due anni di vita sempre in aria; la prima volta che si ferma dopo la nascita è per riprodursi.

In aria fa qualunque cosa: va a caccia di insetti, beve sfiorando l?acqua dei fiumi e dorme, portandosi ad alta quota e girando in larghi cerchi, mantenendo solo una parte del cervello in funzione a fare da ?pilota automatico?.

Nelle lunghe migrazioni, ogni minimo sforzo può fare la differenza tra la vita e la morte. Per questo grandi uccelli come oche o gru si dispongono in formazioni a V durante i voli più lunghi: così i componenti dello stormo sfruttano i vortici generati dall?uccello che li precede e la resistenza dell?aria si riduce anche del 20% per chi vola immediatamente dietro. Il primo della formazione fa più fatica, ma è previsto un cambio per l?apripista.

Cristiano Mancini

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