La teoria della mente nei corvi

La teoria della mente nei corvi

«Non ti vedo, ma so che potresti spiarmi». Se i corvi potessero parlare, spiegherebbero così i risultati dell?esperimento ideato da ricercatori dellUniversità di Vienna e dellUniversità di Houston per provare che la capacità di attribuire agli altri degli stati mentali (teoria della mente) non è esclusiva degli esseri umani.

Come descritto su «Nature Communications», due corvi imperiali {Corvus corsoli sono stati messi in due stanze separate da un muro con finestre e spioncini. Un soggetto aveva cibo da nascondere, operazione che eseguiva velocemente se la finestra era aperta e l?altro lo guardava e con più calma se la finestra era chiusa.

Poi I corvi sono stati addestrati a guardare negli spioncini così da capire che era possibile spiare nell?altra stanza attraverso le fessure. A questo punto gli uccelli sono stati riportati nelle stanze con finestre chiuse, spioncini aperti e cibo.

Se dall?altra stanza proveniva II suono registrato di un corvo, luccello che aveva il cibo lo nascondeva più velocemente rispetto a quanto faceva se non sentiva vocalizzazioni.

Un comportamento che, in assenza di Indizi visivi diretti (Il corvo non vede l?altro ma ne ipotizza la presenza), si spiega solo attribuendo agli uccelli (a capacità di prevedere le azioni altrui sulla base dellesperienza.

Cristiano Mancini

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